INTRODUZIONE AGLI EFFETTI VISIVI DIGITALI

"Gli effetti speciali sono un insieme di tecniche e tecnologie utilizzate nel cinema e nella televisione per simulare degli eventi altrimenti impossibili da rappresentare in maniera tradizionale, in quanto troppo costosi, pericolosi, o in qualche caso contrari alle leggi della natura".

In questa pagina e nei link annessi troverete molte informazioni relative agli effetti speciali ed al cinema, cosa sono, quali le principali tecniche e metodologie ecc. Si tratta di una pagina pensata a chi si avvicina per la prima volta a questo settore e/o per i clienti che volessero approfondire la conoscenza della materia e comprendere quali saranno le operazioni che verranno svolte sui loro films e perchè, ed al tempo stesso apprezzare quante e quali professionalità siano coinvolte in questo complesso, attraente, magico ma purtroppo spesso poco conosciuto e riconosciuto processo creativo-realizzativo.E' importante fare una doverosa precisazione terminologica poichè dire "Effetti Speciali" significa abbracciare un'utenza piuttosto ampia ma al tempo stesso completamente diversa se analizzata dal punto di vista della tipologia di intervento. Infatti esiste una suddivisione abbastanza netta:

Effetti fisici:
usati come unica risorsa fino alla fine degli anni ottanta, nei quali il soggetto o l'evento sono fisicamente costruiti o preparati per la ripresa (mostri di lattice, miniature in scala ridotta, esplosioni, fiamme sparatorie, incendi, pioggia, fumo, neve, vento, vetri finti, ecc.); rientrano in questa categoria anche molti degli effetti tipici dei film horror e fantasy, come lo special make up (o trucco speciale).

Effetti Visuali o visivi:
realizzati storicamente con sistemi ottici/meccanici direttamente sulla pellicola in laboratorio (Truka), poi del tutto soppiantati da quelli digitali, cioè da più computer o workstations che elaborano le immagini aggiungendo, togliendo o modificando gli elementi presenti nell'inquadratura, dallo sfondo ai personaggi, spesso utilizzando anche tecniche di computer animation e ricostruzione tridimensionale.

TECNICHE DIGITALI

Le tecniche che vengono impiegate per la realizzazione degli effetti visivi digitali sono innumerevoli, così' come le soluzioni software ed i sistemi a servizio delle aziende che, come la Videa, operano in questo settore. Lo sforzo dei realizzatori di queste tecnologie, così come quello di chi le impiega, è naturalmente volto al preservamento della massima qualità finale di trattamento dell'immagine, ed all'incremento ed impiego di strumenti creativi a disposizione degli operatori stessi. La componente artistica, l'esperienza visiva ed il know-how tecnico sono certamente conditio sine qua non per l'ottima riuscita di un effetto visivo, poichè questi costosissimi ed al tempo stesso meravigliosi strumenti di lavoro devono essere "ammaestrati" sapientemente da specialisti dell'immagine in grado di tradurre tecnicamente e visivamente un'idea artistica specifica.
E' questa la filosofia di Videa, che punta al costante aggiornamento dei propri operatori anche dal punto di vista dell'educazione visiva all'immagine.
Non basta sapere dove siano collocati i tool all'interno di un software grafico, è necessario conoscere in profondità il "sapore dei colori", il comportamento dell'immagine, quello dei fenomeni naturali, in altre parole è necessario saper osservare il mondo che ci circonda per tentare di riprodurlo fedelmente ed in maniera credibile.
Il computer non è altro che uno strumento, un medium che ci permette di creare, attraverso potenti tools, un'idea che abbiamo in testa, in altre parole ci aiuta a dare vita alla nostra creatività, sensibilità, spirito di osservazione; alla nostra visione.
Tutti i maggiori sistemi di computer grafica impiegati negli effetti visivi per la cinematografia sono infatti "artist oriented" proprio perchè intendono rispettare questa filosofia incentrata sull'artista.
Gli effetti visivi digitali rappresentano l'ultima frontiera di un processo evolutivo e tecnologico che ha visto alternarsi, in diversi anni, molti pionieri dell'immagine che hanno contribuito con le loro invenzioni ed intuizioni alla crescita di un settore divenuto oggi di primaria importanza per la settima arte.

Gli effetti visivi digitali, quelli oggi più utilizzati, sono altresì suddivisi in ulteriori sotto-categorie in base all'obiettivo e all'iter tecnico-creativo che ne porta alla realizzazione e finalizzazione. Troverete in elenco anche alcune tecniche che non rientrano esattamente nella categoria "Effetti visivi", ma che vengono comunque impiegate nel ritocco digitale dell'immagine.

COMPOSITING, CGI 3D (MODELING, RIGGING, ANIMATION, TEXTURING, LIGHTING & SHADING, RENDERING), MATCHMOVING, LIGHTMATCHING ,DIGITAL MATTE PAINTING, DIGITAL RESTORATION, WIRE REMOVAL, STABILIZING, DIGITAL INTERMEDIATE.

COMPOSITING: nel settore degli effetti visivi, il termine compositing si riferisce alla creazione di complesse scene in movimento ottenute attraverso la tecnica di combinazione di immagini provenienti da differenti sorgenti, come ad esempio digital video, film 35mm, computer grafica 3D (animazioni, sfondi digitali), animazioni 2D ecc.
Le tecniche di compositing, oggi digitali, sono state ottenute storicamente attraverso diverse metodologie: La composizione dell'immagine "in camera", realizzata direttamente in fase di ripresa sul set, è stata utilizzata sin dall'avvento del film, ad esempio in pellicole come "trip to the moon" di Meliès. Successivamente è nato Il compositing "ottico", molto complesso dal punto di vista realizzativo e che fa uso di speciali stampatrici ottiche (optical printers o truke) in grado di comporre fotograficamente su un'unica pellicola diverse immagini provenienti da più pellicole contemporaneamente.

Le tecniche digitali hanno ormai rimpiazzato i vecchi strumenti di post produzione, sebbene il principio operativo sia rimasto il medesimo. Ciò che è cambiato è soltanto il medium. Il digital compositing è ampiamente usato nella moderna cinematografia e televisione per ottenere effetti che sarebbero impossibili da realizzare nella realtà o che avrebbero un costo del tutto proibitivo. Uno degli impieghi più comuni è quello delle estensioni scenografiche digitali, che permette ai registi di girare in set relativamente piccoli e ricreare l'impressione di un'ambientazione circostante differente (e/o ampia) grazie all'inserimento, in fase di post-produzione, di altri background girati separatamente o generati digitalmente. Inoltre, una tecnica di lavoro molto importante per il compositing è il blue screen (o green screen) , cioè uno schermo dal colore uniforme che viene posizionato dietro gli attori o oggetti di scena nelle riprese. Durante la fase di compositing le aree del fotogramma che comprendono il colore dello schermo vengono rimosse e sostituite, permettendo all'operatore di posizionare l'immagine isolata dell'attore (o oggetto) su un'altra inquadratura o su uno sfondo generato digitalmente. Nella fase di compositing è possibile inserire diversi altri effetti animati sull'immagine filmica, come sfocature, bagliori, correzioni del colore anche selettive, composiing 3D, re-framing dell'immagine, pan&scan, grafica animata, titolazioni ecc.. Per le lavorazioni cinematografiche il film viene pertanto digitalizzato da pellicola 35 o 16 mm attraverso uno speciale film scanner e trasferito su sistemi computerizzati e grafici dove sarà lavorato con le sopra menzionate tecniche di compositing.

COMPUTER GRAFICA 3D:
La computer grafica 3D, spesso abbreviata con la sigla CGI (computer-generated imagery) è un'applicazione della computer grafica dedicata a settori quali gli effetti visivi cinematrografici, programmi televisivi, spot, simulatori, ricostruzioni architettoniche, video games ecc. E' molto usata negli effetti visivi cinematografici perchè ha caratteristiche di maggiore flessibilità e gestibilità rispetto ad altri processi fisici come ad esempio la costruzione di miniature, l'aggiunta di folle, la creazione ed orchestrazione di scene pericolose. Gli artisti digitali hanno pertanto la possibilità di creare stunt digitali, estensioni scenografiche virtuali (digital set extensions) o porzioni di esse, mezzi e props. Per realizzare tutto questo esistono software di grafica 3D che vengono impiegati dagli operatori per "modellare" oggetti tridimensionali, o sistemi di scansione 3D che partendo da un elemento reale lo digitalizzano per trasferirlo all'interno dei sistemi software in cui verrà ulteriormente editato. Una volta preparati i modelli si procede con lo shading, lighting e texturing, le fasi cioè dove l'oggetto realizzato viene illuminato con luci virtuali e rivestito con una tessitura o colore, e in cui si stabilisce anche di che materiale è fatto. Durante questi processi si lavora anche sull'animazione se richiesta (animation), fase attraverso la quale gli oggetti prendono vita. Infine c'è la fase di Rendering, o calcolo finale. Durante questa complessa e spesso lunga fase, i computer lavorano autonomamente per calcolare il comportamento delle luci che colpiscono le superfici tridimensionali realizzate, le ombre. i riflessi, le rifrazioni e molto altro. In base alla complessità della scena 3D, questa fase può richiedere da pochi secondi fino a giorni di calcolo per singoli fotogrammi!!

MATCHMOVING: E' la tecnica che permette di ricavare, mediante analisi del movimento di speciali punti di ancoraggio nell'immagine posizionati appositamente sul set, il comportamento della macchina da presa reale; questi dati possono successivamente essere applicati alle macchine da presa virtuali dei software di grafica 3D per ottenere una perfetta corrispondenza e collimazione tra gli elementi generati in CGI e quelli girati dal vivo on stage. Per ottenere un matchmove di qualità è importante quindi pianificare le riprese e permettere al supervisore e/o matchmover di effettuare tutti i possibili rilievi e misurazioni del set durante le riprese live.

LIGHTMATCHING: E' la tecnica che permette di studiare il comportamento della luce che colpisce gli oggetti sul set in fase di ripresa, come riflessi, ombre, colore, ecc al fine di ricrearli in fase di post-produzione digitale ed agevolare l'integrazione degli elementi digitali con le immagini reali. I contributi generati in CGI 3D verranno infatti illuminati con luci virtuali che dovranno quanto più possibile essere simili a quelle reali presenti sul set al fine di restituire un perfetto amalgama e realismo. Il supevisore sul set è pertanto incaricato di effettuare rilievi luminosi e fotografici speciali.

DIGITAL MATTE PAINTING: questa tecnica deve parte del suo nome ad una metodologia tradizionale impiegata fino ancora agli anni 90, il "matte painting". Si tratta di una tecnica pittorica utilizzata da artisti in grado di riprodurre fedelmente scenari ed ambientazioni con altissimo grado di realismo. Nel corso dell'evoluzione degli effetti visivi è sempre stata una metodologia impiegatissima per ricreare estensioni scenografiche e/o panorami per numerose produzioni cinematografiche di successo. L'evoluzione ha introdotto il termine "digital" che significa effettivamente impiegare una pittura digitale attraverso l'utilizzo di software dedicati o mediante la computer grafica 3D, specialmente nel caso in cui si richieda la realizzazione di scenografie virtuali o "digital backlot Extensions". La nostra società è, tra l'altro, una delle più accreditate in questa materia, vi inviatiamo pertanto a contattarci per mostrarvi i lavori realizzati per alcune produzioni e mettere a vostra disposizione la nostra professionalità per i vostri progetti filmici.

DIGITAL RESTORATION: Come comprensibile dal termine questa disciplina si occupa del restauro di fotogrammi cinematografici. Grazie a queste tecniche è possibile ridare vita alle immagini impressionate su pellicola che hanno subito un deterioramento dell'emulsione fotografica per ragioni di età del supporto stesso o che presentino sporcature e/o danneggiamenti causati in fase di ripresa. Speciali tools digitali sono in grado di identificare i frames che presentano particoli problemi e permettere all'operatore di intervenire eliminando macchie, peli, spuntinature, righe ecc.

STABILIZING: questa tecnica, sempre più richiesta dalle produzioni cinematografiche, permette la stabilizzazione di scene che presentano visivamente delle oscillazioni di macchina fastidiose dovute a condizioni di ripresa precarie o riprese non stabilizzate da mezzi aerei o navali. Tramite le tecniche digitali è possibile ridurre o eliminare del tutto questo difetto di ripresa, restituendo un'immagine stabilizzata certamente più gradevole.

WIRE REMOVAL: durante le riprese di scene pericolose, si adoperano spesso cavi agganciati a corpetti di sicurezza che tutelano e sostengono gli stunt. Tutti questi elementi, se da un lato costituiscono una valida precaunzione per il corretto andamento delle riprese, dall'altro significano un maggior lavoro in fase di post-produzione, poichè dovranno essere eliminati prima del compositing finale. L'impiego di speciali tools digitali dedicati permette proprio l'ottenimento di questo obiettivo, restituendo un'immagine pulita ed emozionalmente drammatica.

DIGITAL INTERMEDIATE: Grazie a questo processo innovativo la pellicola di un film viene acquisita digitalmente all'interno di una speciale workstation che permette la successiva manipolazione del colore con maggiore libertà, precisione, velocità e soprattutto qualità che solo un sistema digitale può restituire.
Durante la fase di color grading il direttore della fotografia può quindi, con l'aiuto del "digital colorist", intervenire mediante diversi tools e dare le luci alle scene del film, utilizzando sistemi di visualizzazione (monitor o proiettori) tarati con il laboratorio di sviluppo e stampa, e che pertanto garantiscono la perfetta somiglianza con il risultato che si avrà sulla copia positiva stampata.
Gli strumenti a disposizione sono molteplici e permettono manipolazioni dell'immagine sino ad ora impensabili con sistemi tradizionali, ma il grande vantaggio è certamente anche quello del preservamento della qualità dell'immagine che, eliminando alcuni processi fotochimici tipici dei procedimenti tradizionali, assicura una qualità finale di output superlativa. Inoltre questi sistemi sono in grado di effettuare il conforming del film in base alle EDL di montaggio fornite dal montatore.

 

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